Le connessioni empatiche

Brené Brown nota ricercatrice e psicologa americana afferma che una delle chiavi per sviluppare relazioni più profonde è capire le differenze tra empatia e simpatia.
Questi infatti sono due atteggiamenti che portano a risultati opposti, infatti secondo Brown:
“L’Empatia alimenta la connessione, mentre la Simpatia alimenta la disconnessione.“
Partiamo dalle definizioni:
- Empatia significa provare le emozioni di qualcun altro.
- Simpatia vuol dire semplicemente capirle, siamo ad un livello più superficiale, più cognitivo, più distante.
Come capire dunque se il nostro atteggiamento è empatico o simpatico?
Dalla qualità delle nostre risposte.
Talvolta quando qualcuno ci racconta di una situazione difficile, succede che con l’intento positivo di aiutarlo, tendiamo a sottolineare gli aspetti positivi che tutto sommato ci sono in quella situazione.
Oppure paragoniamo quella situazione con la nostra pensando di fornire suggerimenti utili. O ancora cerchiamo di spostare il discorso per farlo distrarre, magari con una battuta.
Tutto questo non aiuta davvero. Questo non è un atteggiamento empatico.
Empatico è riuscire ad osservare davvero dal punto di vista dell’altro, senza giudicare. Empatico è comprendere che quella è la sua verità, è riconoscere e saper comunicare l’emozione di chi ci parla.
Brown afferma che quando qualcuno condivide con noi un momento di difficoltà,
ciò che migliora le cose raramente è una risposta, anche se data con le migliori intenzioni, ciò che conta è la “connessione” stabilita con l’altro.
Quello che porta beneficio sono le emozioni comuni, comprese, dichiarate e condivise.
Se ad esempio un tuo collega è giù di morale perché ha avuto una discussione col capo, potresti dimostrargli empatia dicendo: “Grazie per averne parlato con me, vedo che sei molto preoccupato, mi dispiace, so come ti senti!”
E tu, nella vita privata e professionale, quanto sei capace di creare connessioni empatiche? Cosa facilita l’empatia secondo te?




