Fare coaching è molto più che aiutare

Anni fa pensavo che aiutare significasse intervenire, cioè dire la cosa giusta, dare una soluzione, togliere un peso all’altro.
Col tempo ho capito che aiutare non significa risolvere i problemi degli altri al posto loro, ma dare loro spazio e strumenti perché lo facciano da soli.
È una lezione dura da imparare, soprattutto quando vedi qualcuno in difficoltà (peggio ancora se è qualcuno a cui vuoi bene) e il tuo primo istinto è agire.
Il cambiamento vero nasce solo da dentro, quando sei tu a volerlo, lo vedo ogni giorno con i miei clienti.
Nel coaching questo è davvero centrale.
Io non sono in sessione per risolvere.
Sono lì per creare uno spazio in cui l’altro possa vedersi, scegliere, sbagliare e infine crescere.
Ed è attraverso la stessa modalità che anche a lavoro si può fare la differenza.
Quando:
– non anticipi le risposte, ma ascolti davvero
– non prendi il controllo, ma restituisci responsabilità
– non proteggi dall’errore, ma accompagni a rifletterci sopra
…stai facendo coaching.
Credere nella capacità dell’altro di imparare, di evolvere non è un atto di distanza ma di fiducia profonda.
E se sei un manager, questa è la forma più potente di leadership che puoi allenare.




