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Quanto conta l’Umiltà a lavoro?

Quanto conta l’Umiltà a lavoro?

Cos’è esattamente l’Umiltà?

Nonostante esistano diversi modi di intendere questo termine, una persona umile è essenzialmente un individuo modesto e privo di superbia, che non si ritiene migliore o più importante di altri. La persona umile è colui che si mostra sempre consapevole dei propri limiti e che non si “esalta” per i risultati positivi che ha conseguito.

C’è una particolare dignità nelle persone che sono sinceramente umili. Costoro possono essere anche persone di successo, ma hanno conservato la saggezza e l’esperienza necessaria per comprendere i loro limiti e il valore altrui.

Le persone umili possiedono una pace interiore, sono modeste nei loro successi, salde nei loro valori e non hanno nulla da dimostrare agli altri.

L’umiltà li rende forti, gli permette di ricevere rispetto, stima e appoggio dagli altri.

Purtroppo, nella società attuale, all’umiltà vengono contrapposti la presunzione, la sfrontatezza, la superbia, ma tutto ciò limita enormemente la possibilità di migliorarsi.Come possiamo infatti evolverci se pensiamo di non avere nulla da imparare?

Consideriamo il contesto lavorativo: l’umiltà al lavoro è una dote importantissima, favorisce la crescita personale e l’apertura ai contributi degli altri. Stando però ai risultati di una ricerca condotta dalla Hogan Assessment in America, pare non essere una dote particolarmente riconosciuta.

Emerge che le persone umili a lavoro:

  • non vengono percepite come particolarmente audaci, forti o autorevoli
  • non risultano particolarmente stimate, perché si fa fatica a notarle
  • Sono spesso percepite come risorse poco efficaci

Siamo abituati a celebrare figure professionali che dimostrano una certa sicurezza e ci aspettiamo che un leader degno di considerazione abbia un ego particolarmente sviluppato.

Ma chi lo ha detto che quelle sono le doti più utili per un buon Leader?

Avere carisma è sicuramente un punto che può giocare a favore delle persone che aspirano a ricoprire ruoli dirigenziali, ma l’umiltà controbilancia i numerosi effetti dannosi del narcisismo, producendo risultati positivi per le aziende.

Chi sono, infatti i manager o i dirigenti che lasciano un’impronta indelebile nella loro attività lavorativa? Con tutta probabilità, sono coloro che si sanno calare nella realtà dei propri lavoratori. Coloro che chiedono come vanno veramente le cose e cosa possono fare per migliorare la realtà aziendale.

Dunque come imparare a coltivare l’umiltà al lavoro?

Possiamo iniziare chiedendoci:

  • Cerco di capire quali sono i miei limiti e mi sforzo di ammettere che anche io, come tutti, commetto degli errori?
  • Sono aperto alle opinioni degli altri?
  • So incassare anche qualche critica?
  • Lavoro sodo per conquistarmi il rispetto e la considerazione dei colleghi o sono convinto che mi siano dovuti?
  • Punto i riflettori sugli altri, riconoscendone i meriti e le capacità?
  • Do agli eventi il giusto valore?

“Capita alle persone particolarmente sapienti ciò che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finché sono vuote, ma quando sono piene di chicchi iniziano a umiliarsi e ad abbassare il capo” (Michel de Montaigne.

Francesca